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Thedor Reik

(Vienna 1888 - New York 1969)

Nasce a Vienna nel 1888. Nel 1910, mentre studia psicologia e letteratura all'università, incontra Freud. Si laurea in Psicologia nel 1912 all'Università di Vienna; in quella città vive e lavora fino al 1928 e diviene segretario della Società psicoanalitica dopo le dimissioni di Otto Rank. Dal 1928 al 1934 esercita come psicoanalista e insegna a Berlino; dal 1934 al 1938 a L'Aia; infine si trasferisce a New York, dove fonda la Thedor Reik Clinic e continua la sua attività. Qui muore il 31 dicembre1969.

 

 
Dalla Presentazione di C.L. Musatti a Thedor Reik, Il rito religioso. Studi psicoanalitici. Torino, 1977.

"[...] Molti dei riti che troviamo fra i costumi dei popoli primitivi, o anche come elementi di religioni più complesse e organizzate, quali le religioni moderne, presentano allo studioso problemi insolubili, in quanto non si riesce a comprendere, in base a pure considerazioni storiche o di etnologia comparata, la loro origine e il loro primitivo significato, mentre la diffusione in aree culturali separate nello spazio e nel tempo lascia sospettare che abbiano riferimento a qualche cosa di comune a tutti gli uomini, nascondendo un significato importante e profondo, ignoto a coloro che li praticano.

Era logico pertanto che Freud dovesse essere tentato ad applicare i procedimenti interpretativi della psicoanalisi a questi riti e costumi, per vedere di rintracciare in essi un significato e una funzione, analoghi a quelli che egli era abituato a scoprire nei "riti privati" dei nevrotici ossessivi.

Questo egli fece nel 1912 e 1913 - con alcuni scrittti raccolti in un volume, Totem e tabù - per un istituto, descritto dagli etnologi e dagli antropologi come totemismo, che si ritrova presso numerose popolazioni primitive, e che molti ritengono abbia rappresentato anche per gli attuali popoli civili, un primitivo stadio di organizzazione sociale e di culto religioso. Numerosi usi, pratiche e riti si ritrovavano nel totemismo, senza che sia per lo più comprensibile la connessione che lega tra loro questi svariati elementi, e senza che poi si possa quindi spiegarne il significato.

Freud osservò che, quando si ponga in relazione questo insieme di elementi con quegli atteggiamenti e quei conflitti affettivi che la psicoanalisi con la sua tecnica rintraccia quali fattori operanti nell'inconscio e che sono riconducibili a certe situazioni, o "complessi" fondamentali, è possibile ottenere un'interpretazione unitaria soddisfacente. Il totemismo appare allora un modo particolare col quale l'umanità, in una certa fase della sua evoluzione, ha reagito alle forze costitutive di quei "complessi". E poiché tutta l'evoluzione ulteriore dell'umanità, con i suoi istituti giuridici, i suoi costumi, i suoi miti e riti religiosi, si può concepire derivata da quella originaria organizzazione totemica, si presenta la possibilità, partendo dallo studio di Freud, di istituire tutta una serie di ricerche particolari, nel campo della etnografia e della storia delle religioni, allo scopo di chiarire, in base ai meccanismi del nostro inconscio, il significato e la funzione di quegli istituti, di quelle credenze e di quelle pratiche religiose.

Theodor Reik, che è stato uno dei primi allievi di Freud, si accinse appunto, negli anni immediatamente successivi alla pubblicazione di Totem e tabù, a un'opera siffatta; e negli anni che vanno dal 1914 al 1919 espose in alcune conferenze, tenute presso la Società psicoanalitica di Vienna e presso quella di Berlino, i risultati delle sue indagini. Da quelle conferenze è nato questo libro, che pubblicato per la prima volta nel 1919 col titolo Probleme der Religionspsychologie, I Teil: Das Ritual [Problemi di psicologia delle religioni: Il rituale], fu ristampato nel 1928 con modificazioni e aggiunte, e coll'unico titolo Das Ritual. Nel 1946 Reik che nel frattempo era emigrato in America, pubblicò una nuova edizione in lingua inglese; e su quest'ultima edizione è condotta la presente traduzione italiana. [...]

I procedimenti messi in opera da Reik per giungere alle sue conclusioni partono dal presupposto che gli usi, le tradizioni, le credenze dei popoli, seguano nei loro sviluppi e nelle loro progressive trasformazioni - per cui l'originario significato finisce con lo smarrirsi - la logica stessa di tutte quelle nostre produzioni mentali che direttamente promanano dall'inconscio: la logica cioè, ad esempio, dei nostri sogni o dei sintomi morbosi nevrotici. [...]

Das Ritual doveva originariamente costituire il primo volume di un'opera più vasta, con la quale Reik si proponeva di estendere le sue indagini ad altri aspetti della vita religiosa. Il proposito non ebbe tuttavia esecuzione in questa forma. Ma alla interpretazione psicoanalitica dei fenomeni religiosi Reik dedicò altri lavori assai importanti: Der eigene und der fremde Gott [Il proprio dio e quello straniero] pubblicato nel 1923, e Dogma und Zwangsidee [Dogma e idea ossessiva] del 1927.

L'attività scientifica di Reik non si è inoltre limitata alla psicologia della religione. Il suo nome è infatti legato allo sviluppo di un importante capitolo di psicoanalisi applicata, quello rivolto alla criminologia e al diritto penale. Con l'opera Geständniszwang und Strafbedürfnis [Coazione a confessare e bisogno di pena] del 1925 egli infatti - partendo dalla considerazione degli strani fenomeni delle nevrosi ossessive, e prendendo ancora lo spunto da uno scritto di Freud, Alcuni tipi di carattere tratti dal lavoro psicoanalitico (1916), ha gettato le basi per una vasta indagine alla quale hanno più tardi collaborato numerosi studiosi, mirante a ricercare i meccanismi inconsci del delitto e a determinare la funzione psicologica della pena."

 

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