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Ian Carter (a cura di), L'idea di eguaglianza, Milano: Feltrinelli, 2001, pp. 214, ISBN 88-07-10304-4.

Alcuni dicono di essere egualitari, altri di essere contrari all’eguaglianza e più favorevoli alla libertà. Il senso di queste affermazioni, però, rimane spesso vago o addirittura fuorviante finché non viene precisata la natura dell’ideale egualitario. In questo libro, cinque tra i massimi studiosi della moralità, della politica e dell’economia cercano di rispondere alle domande cruciali lasciate in sospeso nel dibattito politico. Dire che "tutti gli uomini sono uguali" può essere qualcosa di più che un’affermazione vuota o falsa? Quale significato di "eguaglianza" sottendono le posizioni del libertario, dell’utilitarista e dell’egualitario? Quali aspetti della vita vanno resi eguali: il reddito, o qualcosa di più fondamentale come la felicità o le capacità interiori? Questo libro, che come il precedente L’idea di libertà è corredato di un’ampia bibliografia e di un’introduzione che contestualizza il dibattito, è una guida sicura per studenti, studiosi o politici.

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Indice: Introduzione, di Ian Carter; L'idea di eguaglianza, di Bernard Williams; Eguaglianza, di Thomas Nagel; Eguaglianza, di che cosa?, di Amartya Sen; Eguaglianza di risorse, di Ronald Dworkin; Eguaglianza ed eguali opportunità di benessere, di Richard Arneson.

Gli autori: Bernard Williams ha insegnato filosofia alle Università di Cambridge, Londra, California e Oxford. Thomas Nagel è professore di filosofia e diritto alla New York University. Amartya Sen, Nobel per l’economia nel 1998, insegna al Trinity College, a Cambridge. Ronald Dworkin insegna alla New York University e alla London School of Economics. Richard J. Arneson è professore di filosofia all’Università di California, a San Diego.

 

What they said about L'idea di eguaglianza!

      "Una delle ragioni per cui ho voluto proporre la lettura di questi due volumi, era di cercare di superare certi slogan banali che si ritrovano nella politica e purtroppo a volte anche nella filosofia politica: per esempio "l’eguaglianza distrugge la libertà". Certamente… l’eguaglianza interpretata in certi modi, può essere una negazione di certe libertà particolari per alcune persone; e forse può anche aumentare la libertà di altre. Che poi si possa misurare la libertà in senso complessivo, per poter dire che l’eguaglianza porti a minore libertà in senso complessivo, è una questione aperta e molto controversa. Quindi la questione se libertà e eguaglianza entrino in conflitto fa sorgere tutta una serie di domande: in primo luogo c’è da chiedersi la libertà di chi, e c’è da chiedersi quali definizioni precise di libertà abbiamo in mente; in secondo luogo dobbiamo chiederci eguaglianza di che cosa, quali sono i beni che stiamo cercando di egualizzare, se siamo egualitari ... .
      [Mi] sembra una caratteristica molto interessante delle teorie egualitarie più recenti che cercano di incorporare idee fondamentali per il libertarismo e cioè l’idea di mercato, di responsabilità individuale, di opportunità. Infatti uno degli aspetti più geniali del saggio di Dworkin è che cerchi di dimostrare come l’idea di mercato sia essenziale per capire l’ideale di eguaglianza di risorse."

Ian Carter, della sua presentazione presso il sito web di Feltrinelli


"Vorrei partire da una premessa: la mitizzazione dell'eguaglianza, com'è avvenuto nei sistemi communisti del XX secolo, ha soppresso ogni libertà, ha creato solo miseria senza eliminare le diseguaglianze. La popperiana "società aperta" invece, basata sulla libertà e sulla competizione, ha creato maggiore giustizia e benessere. Questo è innegabile."

Dario Antiseri, in una intervista su Avvenire, in occasione della pubblicazione del volume

 


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