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Paolo Di Lucia (a cura di), Ontologia sociale. Potere deontico e regole costitutive. Quodlibet, Macerata 2003, pp. 372.

“Uno Stato non l’ha mai visto nessuno, né ad occhio nudo, né in una foto presa dall’aereo” (Regis Debray). E lo stesso sembra valere per le nazioni, le classi sociali, i governi, le banche, le università, le federazioni sportive. Eppure noi abbiamo quotidianamente esperienza di questi oggetti. Ne parliamo con la stessa facilità con cui parliamo di cose e di persone. Li nominiamo, li contiamo, li descriviamo, spieghiamo il nostro comportamento a partire da essi. Ma che tipo di entità sono queste? Qual è il loro statuto ontologico? Che tipo di esistenza hanno? Quale ruolo ha il linguaggio nella costruzione di esse? In altri termini, “dove e come sono le cose sociali se non le si possono toccare o vedere?” (Gabriel Tarde). “Come è possibile che esistano oggetti come le banconote, i partiti politici, i sindacati, i presidenti della repubblica, le cerimonie di matrimonio, in un mondo che la fisica ci descrive come un insieme di particelle atomiche che si muovono in campi di forza?” (John R. Searle). Nel volume Ontologia sociale. Potere deontico e regole costitutive, ventidue studiosi provenienti da aree disciplinari differenti (filosofia del diritto, teoria politica, filosofia del linguaggio, linguistica, sociologia del diritto), si interrogano sullo statuto ontologico degli oggetti e delle entità sociali, sulla struttura invisibile e immateriale della nostra società.

Indice del volume.

Paolo Di Lucia, Tre modelli dell’ontologia sociale.

POTERE DEONTICO

John R. Searle, Ontologia sociale e potere politico; Giampaolo M. Azzoni, Il cavallo di Caligola; Gaetano Carcaterra, Del potere giuridico; Bruno Celano, Intenzionalità collettiva, false credenze. Due aspetti problematici dell’ontologia sociale di John R. Searle; Paolo Costa, Fatti e norme. Alcune considerazioni sullo statuto ontologico del potere deontico; Felix E. Oppenheim, Potere bruto e potere deontico. Una risposta a Searle; Mario Ricciardi, Artefatti, intenzione e imposizione di funzione; Marco Santambrogio, Linguaggio e intenzionalità collettiva; Barry Smith, Un’aporia nella costruzione della realtà sociale. Naturalismo e realismo in John R. Searle.

REGOLE COSTITUTIVE
Wojciech Zelaniec, Sull’idea stessa di regola costitutiva; Carlos Alarcón Cabrera, Poteredeontico abrogativo e regole costitutive in Amedeo G. Conte; Jocelyn Benoist, Quand’è che smettiamo di giocare ad un gioco?; Amedeo G. Conte, Oggetti falsi. Per una ontologia del falso; Paolo Di Lucia, Tre specie di dovere eidetico. Un’analisi ontologica; Luigi Ferrajoli, Norme tetiche e norme ipotetiche; Gianfranco Ferrari, Se sia costitutiva la inventio retorica; Edoardo Fittipaldi, Verso una sociologia delle norme costitutive. Riflessioni sul contributo di Zelaniec; Antonio Incampo, Regole costitutive di funzione; Giuseppe Lorini, Cinque livelli di descrizione di un atto istituzionale; Valeria Ottonelli, Funzioni di status, linguaggio e regole costitutive. Commento a Searle e Zelaniec; Alan Partington, Constitutive ‘Rules of Engagement’: The Case of White House Press Conferences; Lorenzo Passerini, Fitting Types. Tipi di atti e atti quali tipi.

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