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Salvatore Veca, La priorità del male e
l'offerta filosofica, Milano, Feltinelli, 2005, pp. 185, ISBN 88-07-10388-5. In questo libro si trovano raccolti e rielaborati nove brevi saggi, scritti tra il 2003 e il 2004. Sono anni in cui la filosofia, e la filosofia politica in particolare, è stata chiamata a confrontarsi con eventi drammatici, quali la guerra, il diritto di intervento, lidea di democrazia, lo statuto di verità della scienza e limpatto della tecnica e dellinnovazione. Temi fondamentali, che hanno in comune la tensione tra il piano teorico dellanalisi e le ricadute nella vita pratica. Le riflessioni di Veca si muovono appunto tra questi due piani: procedono nellanalisi filosofica, e quindi logica e consequenziale dei concetti in gioco, ma sono costantemente riportate alla concretezza del vivere e del convivere. Ragione e ragionevolezza devono dunque poter coincidere la ragione ci dà gli strumenti dellanalisi, la ragionevolezza il riconoscimento dei limiti e dei vincoli che il mondo reale impone. Da qui ladesione a un modello di diritti umani, libertà e verità temi questi diffusamente affrontati nel libro che riconosce il carattere situato e contingente dei nostri valori, ma non per questo ne accetta una prospettiva puramente relativistica. Così, se lidea di universalità di diritti umani scaturita allindomani della catastrofe della Seconda guerra mondiale, trasferita nel mondo delle culture a confronto, ha incontrato e incontra serie difficoltà e dilemmi, compito della filosofia sarà trovare il punto di equilibrio tra le diverse esigenze, fissandolo, come recita il titolo, nella priorità del male, ossia nellassumere la prospettiva minimale ma condivisibile della protezione dal male, come frontiera comune a tutte le genti. Tutti i diversi temi trattati in questo libro, dal rapporto tra filosofia e pratica politica, alla capacità della scienza e della tecnica di descrivere il mondo e modificarlo, al principio di responsabilità, sono portati con eleganza al loro proprio punto di equilibro attuale, lasciando aperta la via a futuri nuovi e sempre possibili equilibri.
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